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L'Associazione Citta' dell'Uomo e' sorta nel 2004 a Imola per analizzare e dibattere le molte testimonianze dell'esperienza comunitaria di Adriano Olivetti.

Sabato 15 settembre ore 17.30 – LA COLONIA ANARCHICA ALL’OLIVETTI

Sala Cidra – Imola – via dei Mille n.26

UN OPERAIO SEMPLICE E LA COLONIA ANARCHICA ALL’OLIVETTI.
di Masimo Ortalli e Mauro Casadio Farolfi

Presentazione del libro “ Un Operaio semplice” di Gaetano e Giovanna Gervasio

Nato nel 1886 in uno sperduto paese dell’avellinese, alla estrema e più povera periferia del paese, interrotti gli studi dopo la terza elementare, fatalmente Gaetano Gervasio avrebbe dovuto condurre una vita ai margini della società con scarse possibilità di farsi protagonista del proprio destino. E invece le circostanze, la forza di volontà, la vivace intelligenza, fecero sì che la sua esistenza diventasse quell’equilibrato processo di formazione sociale, intellettuale e politica che queste pagine, in parte autobiografiche e in parte riviste e integrate dalla figlia Giovanna, ci mostrano con forte intensità.

Trascorsi i primi anni nel paese natale, appena undicenne, inizia con l’apprendistato la sua lunga vita di lavoratore, approda poi a Milano, facendo di questa città il luogo nel quale si svilupperanno maggiormente la sua esperienza politica e la sua rete di relazioni umane, sindacali e politiche. A Milano, come tanti militanti operai della sua generazione, anche Gervasio deve spesso lasciare la propria residenza e sobbarcarsi continui trasferimenti in altre località, spinto dalla repressione o dalla necessità di lavoro. Lo troveremo, infatti, in Svizzera, poi negli Stati Uniti, in Francia, a Torino, e ancora Milano. Sempre e dovunque a fianco dei compagni, dei lavoratori e di quanti, come lui e per gli stessi motivi, sono costretti a portare le proprie braccia e le proprie capacità in giro per il mondo. Infine, nella tarda età, come scelta per il suo definitivo ritiro, lo troviamo a Napoli.

Giovanna Gervasio, riprendendo in mano le pagine dimenticate del padre e aggiungendovi le integrazioni contenute nella parte finale, ha voluto onorare un debito. Un debito non solo di riconoscenza per la ricchezza di valori e per l’umanità che ha condiviso con il padre, ma anche nei confronti delle nuove generazioni, alle quali soprattutto sono dedicate queste pagine. Il suo obiettivo è piuttosto mostrare come la forza interiore che muove la volontà di un individuo, possa e debba trasformarsi in esperienza. E come il sistema di valori di un individuo, oltre ad esprimersi attraverso esperienze irripetibili, possa diventare lo strumento migliore per prendere in mano il proprio destino e per affermare, anche a dispetto del potere, la propria dignità, tanto quella individuale quanto quella del mondo del lavoro. E sono proprio queste idee forti, questi valori vissuti individualmente ma anche universali, che si devono trasmettere alle nuove generazioni.

Anche la vita di Giovanna Gervasio è stata una vita intensa, ricca di incontri, di esperienze formative di grande spessore, di progetti e realizzazioni particolarmente importanti.. Ancora giovanissima e già attiva nella neonata Federazione Anarchica nella seconda metà degli anni Quaranta, manifesta il proprio impegno non solo collaborando alla stampa libertaria, ma anche portando le proprie idee nei numerosi comizi che tiene nella penisola,Giovanna avrà modo di partecipare, in prima persona e in posizioni di responsabilità, ad alcuni dei momenti più significativi e originali della sperimentazione sociale e civile del secondo dopoguerra. Oltre all’esperienza nella Colonia Berneri, dove presta la propria opera educativa a favore dei figli degli anarchici ospitati nella struttura estiva creata da Giovanna Berneri e Cesare Zaccaria, la troviamo a Rimini collaboratrice e maestra al Ceis, il Centro Educativo Italo-Svizzero creato dalla socialista Margherita Zoebeli,.

L’incontro con il futuro marito Antonio Carbonaro, uno delle figure più interessanti e originali di quell’ambiente culturale di formazione libertaria che vede raccolti, fra gli altri, anche attorno alle pagine di Volontà, intellettuali del valore di Carlo Doglio, Delfino Insolera, Virgilio Galassi, Giancarlo De Carlo, la porterà ad incrociare nuovi ambienti per nuove esperienze. La breve ma intensa attività nella Comunità olivettiana di Ivrea, esempio fra i più innovativi della capacità sperimentale della cultura laica dell’Italia, sarà il suggello di quella urgenza riformatrice che coinvolge molte delle intelligenze più libere e vive del paese. È qui che incontra, fra gli altri,  Lamberto Borghi, il grande pedagogo di formazione libertaria, costantemente presente alle iniziative promosse da Adriano Olivetti.

Ed è l’Olivetti utopico, libertario oltre che imprenditore che parlava ed agiva per il cambiamento concreto della comunità e della persona e che affascinò tante generazioni di intellettuali di varie estrazione culturale e politica.

In quegli anni la costante ricerca intellettuale, sua e dell’ambiente che la circonda, come affermazione di una “terza via” affrancata dal pesante dogmatismo imperante nei primi decenni del secondo dopoguerra. Così come la parte migliore del paese si rifiutava di far propria la logica dei blocchi, consapevole che una vera liberazione si poteva trovare solo nel rifiuto dell’equilibrio della paura, altrettanto nel campo intellettuale donne e uomini liberi cercavano, nell’affrancamento dal dogmatismo, nuove strade da percorrere. La formazione libertaria del padre, fortemente anarchica e fortemente ragionante, aiuta la  figlia a percorrere, in piena autonomia e in totale libertà, la propria strada.

IL libro “ Un operaiosemplice” edito da “ Zero in condotta” sarà presentato dall’autrice Giovanna Gervasio e sara introdotto da Giuliana Zanelli, Vice Presidente del Cidra, Massimo Ortali .Archivio Storico Federazione Anarchica Italiana, Mauro Casadio Farolfi Presidente dell’Associazione “Città dell’ Uomo – Adriano Olivetti” di Imola.