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L'Associazione Citta' dell'Uomo e' sorta nel 2004 a Imola per analizzare e dibattere le molte testimonianze dell'esperienza comunitaria di Adriano Olivetti.

Il significato di Comunità per Adriano Olivetti

“Concreto” è un aggettivo che Olivetti usava molto come un’arma contro l’accusa di “utopia” spesso rivolta al suo Movimento. “Solo nelle piccole Comunità vive l’autentico spirito del popolo e la sorgente di un’autentica democrazia”. “Ciascuna comunità deve essere concreta, visibile, tangibile, né troppo grande né troppo piccola, territorialmente dotata di vasti poteri che dia a tutte le attività quell’indispensabile coordinamento, quell’efficienza, quel rispetto della personalità umana, della cultura e dell’arte che la civiltà dell’uomo ha realizzato nei suoi luoghi migliori”.

E in una intervista afferma: “Abbiamo portato in tutti i paesi della comunità le nostre armi segrete. I libri, i corsi culturali, l’assistenza tecnica nel campo dell’agricoltura. Noi crediamo profondamente nella virtù rivoluzionaria della cultura che dà all’uomo il suo vero potere e la sua vera espressione”.

Per Adriano la meta era chiara: “una vita in cui la lotta non sia per il denaro o il potere, ma in uno sforzo per il bene della Comunità, per la vita e l’affermazione dei suoi figli migliori, nella costruzione di una autentica civiltà”.

La sua azienda fu, in quegli anni, una vera fucina delle menti migliori, a prescindere dalla loro appartenenza politica. “In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice”.

Adriano intese l’azienda come centro di una comunità che saldasse uomini, lavoro e cultura e la sua principale aspirazione fu quella di sperimentare il connubio tra etica e produzione. “La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti, deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica. Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura”. “ Il lavoro è un tormento dello spirito quando non serve un nobile scopo”.

L’impianto ideologico che sorreggeva il progetto olivettiano era quello di fondare una “terza via” tra liberalismo e socialismo di stato coniugandoli in un modello aziendale al cui centro ci fosse l’uomo.

Nelle parole di Adriano Olivetti si legge, a più di mezzo secolo di distanza, una forte sintonia non solo con l’odierna, attualissima tensione verso il bene comune, ma anche con i principi della nostra Costituzione. “Occorre che lo Stato esista per l’uomo e non già l’uomo per lo Stato”. “Milioni di italiani attendono con ansia crescente un rinnovamento materiale e morale (…) anche perché i deputati sono designati da liste manipolate dai partiti”.

Come non riconoscersi in frasi come queste?

Mauro Casadio Farolfi