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L'Associazione Citta' dell'Uomo è sorta nel 2004 a Imola per analizzare e dibattere le molte testimonianze dell'esperienza comunitaria di Adriano Olivetti.

La visione di Adriano Olivetti

Adriano Olivetti (1901-1960) fu un grande industriale la cui mente era affollata di progetti. Intese l’azienda come centro di una comunità che saldasse uomini, lavoro e cultura. La sua principale aspirazione fu quella di sperimentare il connubio tra etica e produzione. Per giungervi fondò un modello industriale che al lavoro affiancò servizi socio-assistenziali e il varo di una rivista e di un movimento politico fregiati di un identico nome: “Comunità”.

L’esperienza di Olivetti ebbe anche un altro enorme merito: mirò a valorizzare le competenze culturali dei tanti storici, sociologi, urbanisti ed esperti del design che trovarono nell’azienda una sorta di fucina in cui forgiare le proprie idee. Attorno a Olivetti crebbe in tal modo un’intera generazione di uomini che hanno poi caratterizzato il terreno culturale dell’Italia repubblicana; una generazione tuttora vivente e molto attiva.

L’impianto ideologico che sorreggeva il progetto olivettiano era quello di fondare una “terza via” tra liberalismo e socialismo di stato. Questa “terza via” mirava a conservare le linfe migliori dei modelli economici già sperimentati; a preservare dunque sia il liberalismo e sia il socialismo, coniugandoli in uno stampo aziendale dove al cui centro ci fosse l’uomo.

Olivetti dimostrò che il capitalismo non è “cattivo” in sé, ma possiede potenzialità innovative che possono essere efficacemente saggiate. Il capitalismo è “cieco” e deve essere incanalato in una direzione accettabile. L’ideazione di quel tragitto e la sua attuazione pratica sono movimenti di squisita natura “politica” e l’idea olivettiana fu idea politica nel senso pieno del termine: rivolta cioè alla “polis”, alla “comunità” cui egli intendeva fornire un centro forte: l’azienda.

La sua fu un’utopia olistica che intese abbracciare ogni aspetto dell’esistenza: la vita del lavoratore, la sua cultura, il suo benessere.